Temeva che, a causa della crisi, ci potesse essere una minore attenzione alla sicurezza, soprattutto da parte dei lavoratori, preoccupati per l'andamento dell'occupazione. Per questo motivo i dati pubblicati ieri dall'Inail secondo Samy Gattegno, presidente del Comitato tecnico per la sicurezza di Confindustria, sono stati «ancora più positivi di quanto appare, tenendo conto della situazione congiunturale». A guardare il calo per settori, Gattegno sottolinea la riduzione consistente degli infortuni dell'industria manifatturiera, così come nell'edilizia. C'è chi dice, però, che questo trend positivo sia frutto della crisi che ha ridotto il lavoro... Anche tenendo conto del calo degli occupati, -1,6% secondo l'Istat, calcolando le ore di lavoro, la riduzione degli infortuni e delle morti sui luoghi di lavoro è stata lo stesso molto consistente, frutto del lavoro di prevenzione e di un approccio più consapevole verso il tema della sicurezza. Certo, bisogna fare di più. È vero che i morti sono calati del 6,3%, ma restano a quota 1.050. Continueremo nell'impegno per sensibilizzare imprese e lavoratori. Confindustria con la presidenza Marcegaglia ha istituito il Comitato tecnico per la sicurezza, di cui lei è presidente. Che attività avete svolto? Nell'ultimo anno in tutta l'Italia si sono tenuti 19 seminari Sis (Sviluppo imprese in sicurezza), coivolgendo 3mila imprenditori. Dopo l'estate abbiamo in programma altre tre tappe, nel 2011 altre 12. Cerchiamo di diffondere anche strumenti poco conosciuti, come i Fondi che l'Inail ha a disposizione per finanziare progetti sulla sicurezza del lavoro. Le aziende non sono ancora del tutto informate e nel 2009 ci sono state risorse non spese. Sul problema sicurezza da parte delle imprese c'è una risposta positiva: cerchiamo di coinvolgere soprattutto le piccole. La sfida è questa: prevenire. Quando arrivano le sanzioni, magari nel caso di un incidente mortale, è già troppo tardi. All'inizio dell'anno si è svolta a Milano, Roma e Napoli la mostra "Produciamo in sicurezza", ideata dal Museo dei bambini di Milano e realizzata da Confindustria, con Inail ed Enel. I bambini come target?
È importante educare le giovani generazioni. Sarebbe molto utile far entrare l'argomento nelle scuole. Mi auguro che il ministro dell'Istruzione, Gelmini, sia sensibile al problema. I risultati positivi ottenuti sono frutto anche della collaborazione con il sindacato? In parte sì. Per esempio Fondimpresa, il fondo interprofessionale di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, ha stanziato cifre importanti per formare i lavoratori. Da parte del sindacato bisognerebbe valorizzare di più gli esempi positivi, che esistono, come dimostrano i dati, e non enfatizzare in negativo gli infortuni più gravi.
fonte: Il Sole 24ore |