Medicina del lavoro | 81/08 Sicurezza sul lavoro | Corsi RLS | Corsi RSPP

 
Chi siamo | Faq | Contatti
Home
News
Leggi
Medicina del lavoro
Igiene degli alimenti
Igiene occupazionale
Sicurezza sul lavoro
Qualità
Corsi di formazione
   
Area Clienti
 
Username:
Password:
 
 
Hai dimenticato la password?
Registrati
 
Ultime News
 
Emergenze: la formazione per il soccorso a persone con disabilità
lunedì 5 marzo 2018
 

Trieste, 5 Mar – In questi ultimi anni sta aumentando l’attenzione in Italia per il tema della gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro con riferimento all’eventuale presenza, sia come lavoratori che come soggetti terzi, di persone con disabilità. Come testimoniato anche dai alcuni nostri articoli correlati al tema della disabilità e realizzati sulla base di alcune lezioni universitarie.


 


Riguardo alle specifiche esigenze delle persone con disabilità durante le emergenze nei luoghi di lavoro, presentiamo un intervento raccolto contenuto nel volume “La gestione dell’emergenza: coordinamento tra addetti aziendali e soccorritori esterni” curato da Giorgio Sclip (RSPP, Università degli Studi di Trieste) ed edito da EUT Edizioni Università di Trieste.


 


In “Vigili del Fuoco e soccorso: ‘la disabilità in soccorso dei Vigili del Fuoco’. Approccio alla sicurezza, in ambito aziendale e non solo, delle persone con esigenze specifiche”, a cura di Lorenzo Pecorella (Geometra, Responsabile Gruppo di Lavoro “soccorso alle persone con disabilità”, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Trieste) si ricorda che nel tempo sono stati sviluppati “diversi documenti legati alla strategia del soccorso alla persona con disabilità, focalizzando quello che di fatto è, in termini pratici, uno degli aspetti più complessi del soccorso alle persone”.


 


Si segnala che la strategia del soccorso alle persone con esigenze specifiche “non è di facile pianificazione e molto spesso i documenti della sicurezza prevedono per tale tipologia di azione il ‘cosa’ fare e molto spesso tralasciano il ‘come’ farlo”.


A questo proposito si indica che il D.M. 10 marzo 1998 “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro” detta specifici obblighi al datore di lavoro che deve ‘individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure del luogo di lavoro’ e lo obbliga a ‘considerare le altre persone disabili che possono avere accesso nel luogo di lavoro’.


E le persone con disabilità, “presenti a qualsiasi titolo all’interno di una realtà lavorativa, ovviamente devono essere tutelate in situazioni emergenziali”.


E questo, in termini pratici, cosa significa?


 


Nella relazione si indica che normalmente “il soccorso e la tutela del lavoratore/dipendente con un determinato grado di disabilità, possono essere preventivamente pianificati e studiati nei minimi termini in quanto la persona da soccorrere è sostanzialmente a conoscenza del sistema di sicurezza complessivo dell’azienda, e inoltre, gli stessi colleghi addetti antincendio, appositamente addestrati in merito, conoscono le specifiche tecniche da adottare per il soccorso del proprio collega, in quanto l’azione del soccorso è già stata pre-pianificata in base al grado e alla tipologia di disabilità del collega da soccorrere e, soprattutto, in base agli input dettati dallo stesso. Risulta invece decisamente più complesso, da parte degli addetti antincendio, l’approccio in emergenza delle persone con disabilità che, per qualsiasi motivo, siano presenti all’interno dell’azienda”. ad esempio con riferimento ad attività quali “pubblico spettacolo, grandi magazzini, musei, biblioteche, alberghi, ristoranti, ecc”. Cioè ambienti nei quali la pre-pianificazione specifica è più complicata…


 


In questo caso – continua la relazione – “la dinamicità e, soprattutto, la capacità di adattamento del singolo   addetto antincendio risulta fondamentale, di conseguenza l’adeguata risposta all’emergenza, sarà direttamente proporzionale al livello di preparazione del singolo addetto”. E in sintesi, l’addetto incaricato a gestire in emergenza le persone con esigenze specifiche “dovrebbe garantire il seguente grado di risposta:



  • saper individuare e comprendere le necessità, intese come tipologia di disabilità, della persona da soccorrere;

  • essere in grado di saper comunicare un primo rassicurante messaggio per garantire l’allontanamento;

  • saper riconoscere gli eventuali ausili posseduti dalla persona con disabilità;

  • saper eseguire delle concrete misure di supporto compatibili con le problematiche della persona da soccorrere”.


E si indica che la capacità e l’affidabilità dei soccorritori “dovrebbe focalizzarsi sia valutando il parametro dettato dall’attuale normativa, ‘fisicamente idoneo’ (art. 8.3.2. D.M. 10.03.98)”, sia con riferimento a tre specifici aspetti (conoscenza, abilità e consapevolezza).



  • conoscenza: “per quanto riguarda la ‘conoscenza’, i parametri sono ben delineati”. Un adeguato “corso di formazione, specifico per il soccorso alle persone disabili o con specifiche difficoltà, potrebbe sopperire nei migliori dei modi all’eventuale inesperienza nel ‘non conoscere l’emergenza e la relativa azione da attuare per affrontare adeguatamente l’evento’”;

  • abilità e consapevolezza: “più complessa la formazione dell’’abilità’, intesa come atto del saper fare, e della ‘consapevolezza’, intesa come atto dell’essere consci, nei momenti di maggior stress psico-fisico, delle azioni da intraprendere durante l’emergenza”.


Ed è chiaro – continua la relazione - che tali caratteristiche “per un addetto antincendi formato/incaricato per il soccorso alle persone con specifiche necessità, sono indispensabili, ma è altrettanto chiaro che risulta difficile valutarle a priori in quanto le persone scelte per affrontare tale azioni non sono persone impegnate professionalmente nel soccorso, ma bensì dipendenti dell’azienda che di fatto occupano quotidianamente mansioni diverse dallo stesso”.


 


Il relatore segnala poi che negli ultimi anni anche il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco “ha compreso l’importanza di tali argomentazioni, e grazie all’esperienza diretta acquisita nei vari interventi di soccorso ed allo studio svolto da gruppi di lavoro appositamente istituiti per affrontare tale argomento, sono stati sviluppati, e nel tempo migliorati, dei documenti tecnici finalizzati alla formazione/informazione del personale operativo”. E leggendo tali documenti emerge che, alla base del soccorso alle persone con disabilità, “vengono distinte nello specifico, le disabilità motorie, sensoriali, cognitive e transitorie”.


 


È evidente che l’addetto aziendale “non è un esperto del soccorso e, quindi, l’approccio all’emergenza viene vissuto in modo diverso rispetto al professionista, abituato ad uno standard di risposta all’evento ben pianificato, sia in termini di qualità che di efficacia”. Tuttavia “affinché un progetto di formazione al soccorso delle persone con disabilità degli addetti antincendio sia efficace, si dovrà consapevolmente acquisire l’idea che lo stesso dipendente/collega debba essere considerato a tutti gli effetti una persona ‘qualificata’, sia per quanto riguarda la formazione teorica, che pratica”.


 


Rimandando ad una lettura integrale della relazione, che riporta molte indicazioni tratte da documenti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (ad esempio riguardo all’esodo di persona su sedia a rotelle o distesa a letto e all’accompagnamento delle persone non vedenti o ipovedenti), riportiamo una tabella relativa all’iter formativo per un addetto incaricato al soccorso ai disabili:


 



 


In definitiva la formazione del dipendente aziendale “qualificato”, “non deve prevedere esclusivamente i concetti formativi standard dettati dal D.M. 10.03.98 e svolti in base al livello di rischio della propria azienda, ma bensì, deve necessariamente approfondire i dettagli sulle corrette modalità di soccorso specifiche alle persone con determinate difficoltà”.


LA FONTE:PUNTO SICURO

 
Guarda l'elenco completo delle nostre news