RIASSUNTO
Il D.Lgs. 81/08 ha confermato la necessità per le aziende la valutazione del rischio biologico, introdotta dal D.Lgs. 626/64. Alla luce di tale necessità è stata studiata la situazione per i laboratori non afferenti all’area sanitaria, per i quali si configura sia rischio biologico deliberato che esposizione potenziale; le possibili fonti di rischio sono innumerevoli, ma le probabilità reali di contaminazione sembrano essere molto più contenute. A completamento della valutazione del rischio biologico è apparso utile realizzare una duplice campagna di monitoraggio microbiologico indirizzata principalmente ai laboratori chimici e volta alla determinazione dei livelli di contaminazione degli ambienti e/o delle fasi lavorative. I laboratori biologici sono oggetto settimanalmente del controllo di contaminazione delle superfici e mensilmente del bioaerosol interno alle cappe biohazard; sono inoltre costantemente applicate procedure di contenimento della contaminazione microbica sia dal punto di vista della qualità che della sicurezza. Lo scopo dei campionamenti è da un lato la verifica della effettiva contaminazione (presumibilmente scarsa) degli ambienti e dall’altro la verifica dell’efficacia dei sistemi di pulizia e disinfezione, al fine di suggerire alcune implementazioni dove necessario, nell’ottica prevenzionale che costituisce il più importante significato della valutazione del rischio biologico precedentemente affrontata.
fonte:inail |