Il mondo del lavoro ha investito in salute e sicurezza. Questo è sicuramente quanto emerge dall'ultimo rapporto INAIL sugli infortuni nel 2009 presentato oggi alla stampa ed è un dato che i numeri difficilmente potranno smentire e che rende onore alle molte politiche attive su questo fronte.
Proprio il Presidente dell'INAIL Marco Sartori non ha mancato infatti di sottolineare come il nostro sistema paese abbia fatto registrare negli ultimi anni (si parla nello specifico del periodo 2002 - 2009) un calo degli infortuni sul lavoro che si attesta intorno a quota 200mila.
Che significa? Nient'altro che le imprese, e più in generale il mondo datoriale, stanno portando a maturazione quel cambiamento culturale e mentale che rende la sicurezza non più un mero costo da sostenere ma un investimento vero e proprio, che consente di tutelare quel diritto costituzionalmente garantito alla salute e al contempo di rendere un'azienda competitiva e lungimirante.
Una flessione degli infortuni (anche di quelli in itinere) che si registra un po' in tutti i comparti produttivi, anche in quelli storicamente più a rischio come l'agricoltura e l'edilizia e che interessa anche i lavoratori stranieri, da sempre impiegati proprio nei lavori con più alto contenuto di pericolosità.
Si potrebbe allora obiettare che però il 2009 è stato un anno particolarmente difficile per la congiuntura economica, italiana come internazionale, e che quindi questa forte flessione degli infortuni potrebbe essere uno dei tanti effetti collegati al calo dell'occupazione. Ebbene no, la crisi economica ha inciso solo per il 3%, il che lascia ragionevolmente supporre che i miglioramenti registrati possono essere attribuiti "al miglioramento dei livelli di sicurezza in atto oramai da molti anni nel nostro paese" - come ha spiegato lo stesso Sartori.
Ci sono, certo, dei margini di miglioramento e dei punti su cui bisognerà lavorare: in totale controtendenza con i dati positivi infatti, si rileva al Centro Italia un incremento del 7,9% degli infortuni mortali nonché un incremento complessivo del 15,7% delle malattie professionali. Il Presidente Sartori ha provato a spiegare così quest'ultimo aspetto: "mai come nel 2009 ci sono state tante denuncie per malattie professionali, in linea quindi con la sempre più diffusa consapevolezza dell'importanza della denuncia e della messa in regola, e questo ha ovviamente fatto lievitare le stime. Se a ciò si aggiunge il cambiamento delle tabelle cui poter far riferimento per la loro individuazione si comprende facilmente come il dato possa essere considerato non del tutto negativo, ma più opportunamente come un pungolo ed un segnale per proseguire su questa strada".
Insomma, un saldo complessivo che possiamo definire confortante (anche e soprattutto guardando alla media dei paesi europei che ci vede davanti a Gran Bretagna, Spagna, Francia ed altre importanti economie) e che ha trovato la piena soddisfazione anche del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, presente all'evento.
"Siamo in una fase di completa ristrutturazione del sistema di salute e sicurezza: il Testo Unico sta per entrare a pieno regime, si sta operando su molti fronti importanti come la patente a punti per le imprese edili (meccanismo introdotto giusto un anno fa con il d.lgs. 106/09) e l'accorpamento di istituti come l'ISPESL e l'IPSEMA all'interno dell'INAIL è il segno più evidente della volontà di razionalizzare il sistema di tutele per il lavoratore e procede in maniera spedita verso la realizzazione del polo Salute e Sicurezza".
Parole di soddisfazione quindi per Sacconi e un segnale inequivocabile della tendenza positiva verso cui l'Italia si sta con forza dirigendo. Possiamo, alla luce di tutto questo, accontentarci? Ovviamente no e guai se proprio adesso si abbassasse la guardia, ma possiamo quanto meno guardare al futuro consapevoli che fin qui si è ben lavorato.
fonte: Agenzia Radicale
|