Medicina del lavoro | 81/08 Sicurezza sul lavoro | Corsi RLS | Corsi RSPP

 
Chi siamo | Faq | Contatti
Home
News
Leggi
Medicina del lavoro
Igiene degli alimenti
Igiene occupazionale
Sicurezza sul lavoro
Qualità
Corsi di formazione
   
Area Clienti
 
Username:
Password:
 
 
Hai dimenticato la password?
Registrati
 
Ultime News
 
La sicurezza sulle navi
giovedì 19 gennaio 2012
 

C’è un aspetto nelle cronache e nelle polemiche di questi giorni sul naufragio della nave Costa Concordia che viene trascurato o sottovalutato, quasi relegato in secondo piano dall’enormità degli errori che si attribuiscono al comandante, o dalla futilità della pratica dell’inchino o dalla viltà dell’abbandono della nave da parte di coloro che ne avevano la responsabilità.

E’ l’aspetto della sicurezza dei lavoratori a bordo della nave e dei passeggeri che vi viaggiavano. Le indagini in corso accerteranno doverosamente quali violazioni delle norme di sicurezza a bordo delle navi siano state commesse e quali di esse siano collegate  con  la morte o le lesioni riportate da alcuni passeggeri. Ma quello che abbiamo visto nelle immagini trasmesse dalla TV o da Internet e quello che abbiamo saputo dai racconti dei passeggeri scampati al naufragio consentono di fare qualche riflessione di carattere generale..
Un primo elemento di forte criticità è costituito dalla professionalità del comandante. A prescindere dai reati che gli vengono contestati, è indubbio che il datore di lavoro ha scelto di affidare il comando ad una persona che ha mostrato evidenti lacune di preparazione per quanto riguarda il governo della nave e l’adozione delle misure necessarie per fronteggiare l’emergenza. Comunque si voglia valutare il comportamento del comandante dal punto di vista penale, non vi è dubbio che la sua condotta sia stata, dal punto di vista della sicurezza



dei lavoratori e dei passeggeri, del tutto inadeguata.

Ma non tutte le carenze di sicurezza possono farsi risalire alla condotta del comandante. Ci sono state nell’organizzazione e nella gestione dell’attività lavorativa evidenti violazioni dei doveri più elementari che gravano sui titolari delle posizioni di garanzia nei confronti dei lavoratori e dei passeggeri. Si va dalla grossolana o mancante valutazione dei rischi lavorativi durante la navigazione, alla trascuratezza della manutenzione dei dispositivi di protezione individuale (giubbotti salvagente), alla carente manutenzione dei mezzi di salvataggio (scialuppe).
Più grave delle altre lacune appare poi la completa disorganizzazione relativa alle situazioni di emergenza. La legge impone che le procedure di emergenza siano preventivamente e correttamente individuate, che siano affidate a persone competenti e debitamente formate ed informate e che, infine, le esercitazioni di emergenza siano ripetutamente sperimentate, anche attraverso opportune simulazioni.
Ebbene le operazioni di salvataggio praticate sulla nave in evidente pericolo hanno rivelato che il personale adibito al lavoro era raccogliticcio e privo di qualsiasi conoscenza specialistica; che molti non capivano neppure la lingua dei passeggeri imbarcati; che la maggioranza di essi ignorava l’abc delle operazioni da compiere in emergenza; che mancava la presenza di chi avrebbe dovuto dirigere le operazioni di salvataggio; che i passeggeri, abbandonati a se stessi, ricevevano messaggi contrastanti da parte dello stesso comandante e degli altri ufficiali; che, addirittura, quando la situazione era sicuramente di grave pericolo, molti di essi avevano ricevuto l’ordine di tornare nelle cabine. Dunque una situazione di grave confusione, rivelatrice di un’incredibile trascuratezza nell’applicazione delle più elementari norme di sicurezza. Una situazione non insolita nelle lavorazioni a terra, ma che nelle lavorazioni in mare si complica per il rischio che eventuali errori provochino tragedie di grandi proporzioni.

E’ difficile giustificare situazioni come queste, specie se si guarda al rapporto tra gli elevati costi di una crociera e i quasi inesistenti investimenti in materia di sicurezza. Ma è necessario guardarsi dal commettere un grave errore di valutazione: quello di credere che la situazione di insicurezza esistente sulla Costa Concordia fosse eccezionale e non somigliasse a ciò che avviene su altri mezzi di trasporto marittimo. Non è così, come sa bene chi conosce il mondo delle crociere o, più modestamente, quello dei traghetti che collegano il continente con le nostre isole.
Certo qui emergono gli atavici vizi italici per quanto riguarda la salute e sicurezza del lavoro; certo influisce la tradizionale e carente (in)cultura della sicurezza da cui tutti siamo più o meno afflitti. Ma i cittadini di buon senso, pur ignari della complessa materia della sicurezza in mare, si chiedono: ma i controlli? Come mai in materia di sicurezza sulle navi, che pure è presidiata dalle sanzioni penali, nessuno mai controlla niente?


fonte: La Repubblica Firenze.it

 
Guarda l'elenco completo delle nostre news