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Moratti rilancia sulla sicurezza "Ora nuove ordinanze e rigore"
mercoledì 25 agosto 2010
 

Palazzo Marino ordina il coprifuoco in zona Imbonati. Formigoni: "Non siamo all'emergenza"


Un patto di fine mandato con i suoi assessori. Per decidere l’elenco delle priorità da realizzare da qui alla prossima primavera. Con una rassicurazione: «Dal Museo del Novecento all’allargamento di quello Archeologico fino alle metropolitane, mostreremo alla città tanti progetti a cui abbiamo lavorato in questi anni e che adesso arrivano a maturazione», dice il sindaco Letizia Moratti. Che è pronta, già da domani, a una serie di incontri con tutti i componenti della giunta: dieci giorni per fare i conti con un bilancio terremotato dalla manovra che imporrà comunque tagli e rinunce. E per lanciare le promesse degli ultimi mesi di governo. Con una parola d’ordine già stabilita, però: la sicurezza. Su quello, spiega il sindaco, la linea non cambia. Anzi: «Proseguiamo con la politica del rigore». Chiedendo al governo leggi ancora più severe sul reato di clandestinità. E allargando — dopo il Corvetto toccherà a via Imbonati — la mappa delle ordinanze alle zone periferiche.

Sarà per la presenza in contemporanea al Meeting di Cl del ministro Roberto Maroni, ma la Moratti che arriva a Rimini per parlare di Expo è decisa a difende la logica delle ordinanze e delle regole del coprifuoco. «I risultati ci sono», dice. Anche al Corvetto, dove un vigile è stato aggredito. «Ero stata in quella zona due settimane prima e la nostra polizia locale ha arrestato subito i responsabili». Con il ministro dell’Interno c’è solo un breve saluto, ma il sindaco fa in tempo a ribadire quello che sarà il suo prossimo cavallo di battaglia: «Sicurezza significa politiche che contrastino l’immigrazione clandestina e che favoriscano l’integrazione. Credo che debba essere rafforzato il reato di clandestinità e lo chiederemo al governo: un clandestino che ha altri reati dovrebbe essere espulso subito senza attendere il giudizio». Ma è proprio sul tema sicurezza che il presidente della Regione, Roberto Formigoni, invece, invita alla calma: «È un problema importante, all’ordine del giorno ma non enfatizziamo. Non facciamolo diventare il problema di Milano perché così non è».

E a chi gli chiede un giudizio sulle ordinanze di Palazzo Marino, risponde così: «Non le ho presenti, scusate». È l’opposizione, invece, a non tirarsi indietro. Con il pd Pierfrancesco Majorino a dire che «la linea del rigore del sindaco ha prodotto solo fallimenti. Le ordinanze rendono la città più insicura e buia». Il rush finale è già iniziato. L’ultimo spezzone di mandato per poter presentarsi agli elettori. Far quadrare i conti del bilancio non sarà semplice: nella migliore delle ipotesi, Palazzo Marino dovrà fare a meno di oltre 120 milioni di euro. Anche se Letizia Moratti non sembra preoccupata: «Sarà meno difficile di quanto si pensava».

Ma la campagna elettorale è già iniziata. E, forse non a caso, per applaudire il suo intervento al Meeting, “Casa Letizia”, l’associazione che ha fondato, ha organizzato un pullman con un centinaio di sostenitori in trasferta da Milano. «La campagna la faccio con il lavoro di tutti i giorni», taglia corto lei. E anche su una possibile “incoronazione” di Berlusconi durante la prossima festa del Pdl al Castello, svicola: «Più che ricevere, preferisco dare».


fonte: La Repubblica Milano

 
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