"Senegalese morto a Firenze era su muletto totalmente irregolare"
Lavorare fuori dalle regole "è stato fatale per un ragazzo di 33 anni". Lo sottolinea la Fillea-Cgil fiorentina dopo l'incidente sul lavoro a Campi Bisenzio (Firenze) in cui è morto un operaio senegalese, che lavorava in un cantiere per conto di un'azienda di Marina di Pietrasanta specializzata nella messa in posa del marmo. "Purtroppo e per l'ennesima volta - sottolineano gli edili della Cgil - qualcosa non ha funzionato: sembra infatti che il lavoratore fosse irregolare e al nero, e che il muletto con cui stava lavorando fosse sprovvisto delle più elementari norme di sicurezza". "Ancora una volta - afferma la Fillea - la vittima era un ragazzo extracomunitario. Come abbiamo spesso denunciato, le scarse condizioni di sicurezza e l'irregolarità del lavoro si abbattono prevalentemente sui soggetti più deboli, privi di tutele e di diritti fondamentali a causa di normative inique, come la legge sull'immigrazione". A questo "si aggiunga l'atteggiamento irresponsabile di una parte del mondo produttivo, che vede la sicurezza come un onere finanziario da contenere il più possibile e che tenta di ridurre i costi costringendo i soggetti più vulnerabili ad accettare condizioni di lavoro insostenibili". "C'è da rilevare inoltre - conclude il sindacato - che sul tema della sicurezza e della regolarità del lavoro alcune funzioni di controllo devono essere svolte dal committente, pubblico o privato. La scarsa consapevolezza, il mancato esercizio di queste funzioni costituiscono una dei problemi maggiori per la qualificazione del settore edile e della filiera dei materiali da costruzione".
fonte: Virgilio |