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Morto nel pozzo, norme sicurezza violate
venerdì 27 agosto 2010
 

Omicidio colposo, la Procura di Foggia indaga sul caso
La Regione varerà una legge per la tutela del lavoro


Un disegno di legge per la sicurezza e la qualità del lavoro. L’ha annunciata ieri l’assessora pugliese al Lavoro, Elena Gentile, praticamente in risposta al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il quale aveva affermato che strumenti come la legge 626 (per la sicurezza nei luoghi di lavoro) «sono un lusso che non possiamo permetterci». E, soprattutto, in seguito all’ennesima morte bianca di un operaio pugliese, Antonio Della Pietra, 51 anni originario di Cerignola, rimasto asfissiato mercoledì pomeriggio in una cisterna nelle campagne di San Ferdinando di Puglia, dalla quale invece sono stati estratte vive altre due persone: Tommaso D’Acquisti, brigadiere dei carabinieri in servizio a Cerignola di 51 anni, e il cognato di quest’ultimo, Sabino Mastrotaro di 43, entrambi di San Ferdinando.


La nuova legge regionale si andrebbe ad aggiungere al fondo di solidarietà per i parenti delle vittime di incidenti sul lavoro, attivo da tempo in Puglia. E potrebbe dare una speranza a chi, pur di lavorare, sacrifica anche le più elementari norme di sicurezza. È quello che sarebbe successo l’altro pomeriggio proprio a San Ferdinando, tra quegli uliveti paralleli alla statale 16 bis in direzione Cerignola. Intorno alla cisterna gli ispettori dello Spesal della Asl Bat, coordinati da Maria Giovanna Miccoli, hanno trovato i contenitori dei solventi, utilizzati per trattare il catrame con cui impermeabilizzare la cisterna della morte, sui quali era scritto a chiare lettere: «Non utilizzare in ambienti chiusi, inalato è pericoloso». E invece Della Pietra si era calato, senza protezioni di alcun tipo, in una cisterna profonda sette metri e molto stretta, con un ingresso a imbuto. Per di più Della Pietra — anche secondo quanto dichiarato dai suoi parenti — non era certo un operaio specializzato in quel tipo di lavori: faceva un po’ di tutto, compresi lavori agricoli, da imbianchino e da muratore, pur di andare avanti non avendo un’occupazione fissa e avendo moglie e tre figli (di cui uno disoccupato). L’uomo, dunque, non sarebbe nemmeno dovuto entrare nella cisterna della morte, in cui invece stava eseguendo lavori di impermeabilizzazione con catrame e solventi. O, almeno, non sarebbe dovuto entrarci senza una bombola di ossigeno e un’imbracatura.


Questa — spiegano i tecnici dello Spesal — avrebbe consentito di tirarlo fuori facilmente. E invece sarebbe rimasto lì per un po’ di tempo, privo di sensi per le esalazioni e per di più con il viso nella melma depositata sul fondo: forse le vie respiratorie sono anche rimaste ostruite. Sarà l’autopsia, in programma tra oggi e domani, a dover accertare se a produrre la morte siano state le sole esalazioni dei solventi o anche l’ostruzione delle vie respiratorie dovute al fango. A suo sfavore, però, potrebbe aver giocato anche il tempo di permanenza nella cisterna. Intanto, la pm Alessandra Fini della procura di Foggia ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e a ore è attesa l’iscrizione nel registro degli indagati dei proprietari del fondo e committenti dei lavori, come atto obbligato e dovuto in vista dell’autopsia. Per ironia della sorte, a chiamare Della Pietra per quel lavoro era stato un brigadiere dei carabinieri, Tommaso D’Acquisti, nonché cointestatario del fondo insieme alla moglie.


Lunga la serie di interventi e manifestazioni di cordoglio per la morte dell’operaio. Luigi Antonucci, il segretario generale Cgil Bat, si è espresso in maniera molto critica nei confronti delle affermazioni di Tremonti. e aggiunto: «Siamo convinti che fatti come quello accaduto ieri a San Ferdinando di Puglia siano destinati a ripetersi tristemente, se non si interviene sull’adeguamento delle aziende alle leggi in materia di sicurezza e se non si punta sulla formazione delle lavoratrici e dei lavoratori». Il segretario generale della Cisl di Puglia, Giulio Colecchia, ha aggiunto che «evidentemente le leggi e i controlli non sono ancora sufficienti a ridurre questo grave carico di lutti. È necessario moltiplicare le iniziative delle istituzioni per affiancare la tenace azione di vigilanza e prevenzione che il sindacato da anni sostiene».


fonte: Corriere del Mezzogiorno

 
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